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Sole 132 mila tonnellate. Questa la traduzione in volumi del -0,1% di variazione della produzione mondiale di acciaio. In accordo con i dati della World Steel Association, a maggio 2016 sono stati prodotti 139,154 milioni di tonnellate di acciaio, volumi che hanno portato il totale annuo a 658,23 milioni di tonnellate, il 2,2% in meno del 2015.

Prosegue il trend di crescita della produzione siderurgica italiana. Secondo i dati resi noti da Federacciai, infatti, a maggio l’output di acciaio grezzo è stato pari a 2,187 milioni di tonnellate, con un incremento del 9,3% (pari a 186.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

«Il Governo cinese sta spingendo le aziende nazionali ad effettuare acquisizioni all'estero, una pratica che è stata criticata nella dichiarazione del maggio 2016 dai leader del G7. Gli investimenti stranieri sono i benvenuti nell’UE, ma solo in condizioni eque di mercato e senza provocare distorsioni».

Nella sua nona visita in Cina da quando ricopre il ruolo di cancelliere, Angela Merkel si affida ai numeri per richiedere a Pechino un cambio di atteggiamento.

Sale a 1,324 milioni di tonnellate il saldo commerciale negativo a marzo per l’acciaio italiano. I dati sul commercio estero di acciaio diffusi da Federacciai non evidenziano variazioni di trend rispetto ai mesi precedenti, con i flussi di importazione che superano di gran lunga quelli di esportazione specie dai Paesi esterni all’area euro.

Continuano a consumarsi giornate di sofferenza nelle borse europee, alla luce dei timori legati alla Brexit, dopo i sondaggi che confermano il vantaggio dei leave. Un’analisi dei possibili scenari post uscita è stata fatta dal premio Nobel all’economia del 2001, Joseph Stiglitz. In Italia per partecipare alla Iseo Summer School, l’economista statunitense è stato intervistato da Repubblica fornendo un’interessante chiave di lettura.
Alla base delle problematiche che hanno portato al referendum inglese, Stiglitz attribuisce le responsabilità sia alle politiche europee sia alla gestione dell’avvento della moneta unica, che ha portato disuguaglianze tra stato e stato.

L’Internet of Things entra ufficialmente nella siderurgia. Secondo quanto riferito dal portale «ReadWrite.com», infatti, JFE Holding avrebbe annunciato l'intenzione di investire 652 milioni di dollari per l’installazione della propria piattaforma di Internet of Things nei suoi siti produttivi. Operazione che sarà completata entro il 2022.

Quinto mese dell’anno all’insegna di forti scompensi nelle quotazioni delle materie prime siderurgiche. A fronte, infatti, di «aumenti ulteriori nella prima decade», Assofermet, all’interno della propria nota mensile, registra «diminuzioni significative che hanno invertito completamente il trend rialzista segnalato nei mesi precedenti».

Non sembrano subire l’effetto dei provvedimenti antidumpig di Usa e Ue le esportazioni cinesi d’acciaio. In accordo con i datti diffusi dal General Administration of Customs (il corrispettivo dell’Istat in Cina ndr.), le spedizioni cinesi di acciaio hanno subito a maggio un rialzo del 3,7% rispetto al mese precedente arrivano a toccare i 9,42 milioni di tonnellate spedite.

Prosegue il braccio di ferro tra Washington e Pechino sull’overcapacity del settore acciaio. Questa volta però è il Governo cinese a passare al contrattacco, e lo fa tramite il suo ministro delle finanze, Lou Jiwei, che, in occasione del confronto tra le due superpotenze economiche nella Diaoyutai Guesthouse di Pechino, ha ribadito che la Cina non ama le intrusioni in materia di politica interna. Inoltre, ha aggiunto: «la metà delle aziende cinesi dell’acciaio è privata e non pubblica.

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