Lunedì, 10 Marzo 2008 00:00

Focus sulla settimana dal 03/03/08 al 07/03/08

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Anche ArcelorMittal “piega la testa” ed accetta gli aumenti. Si sono infatti concluse le trattative per il rinnovo del contratto di fornitura di minerale ferroso per l’anno 2008 tra il colosso siderurgico e Vale. Come accaduto per altri produttori, ArcelorMittal pagherà all’estrattore un aumento del 65% rispetto al prezzo pagato lo scorso anno.

Il finanziere Romain Zaleski ha rassegnato le proprie dimissioni al Cda di ArcelorMittal, di cui faceva parte dall’ottobre del 2006. Secondo quanto appreso dal comunicato reso noto dalla società, la sola ragione che ha spinto Zaleski a rassegnare la proprie dimissioni è la volontà «di seguire altri interessi commerciali nell’acciaio». Il board ha accettato la richiesta del finanziere che lo scorso febbraio ha venduto 25 milioni di titoli di ArcelorMittal incassando 1,17 miliardi di euro e mantenendo comunque una quota del 2,9% nella società.

È stato un febbraio a marce alterne per il future del tondo c.a. al Dubai mercantile Exchange. Il risultato, però, è una quotazione di fine mese ben al di sopra di quella di apertura. Ad ogni modo, la linea tracciata dalle quotazioni del derivato è stata improntata al rialzo che, dopo una pausa “riflessiva” tra gennaio e metà febbraio, sembra aver ripreso la corsa. Basti pensare che il giorno di inaugurazione del future, lo scorso 29 ottobre, le quotazioni si attestarono a 608,2 dollari mentre al 3 marzo il listino è schizzato a 860,3 dollari, il massimo storico finora registrato.

In rialzo anche il future tre mesi del nickel che abbatte la configurazione di accumulazione e supera quota 30.000 $/t. L’obiettivo del rialzo è quota 35.000 $/t, valore dal quale i corsi potrebbero rallentare la spinta favorendo la normalizzazione del mercato.

Danieli sarà la prima ad approdare in Azerbaigian. L’azienda di Buttrio (UD) ha infatti concluso un contratto per la costruzione del primo impianto siderurgico dell’Azerbaigian, del valore complessivo di 500 milioni di euro, 220 dei quali di competenza del gruppo friulano.
L’impianto produrrà 1,2 milioni di tonnellate di acciaio all’anno (il 50% per cento dell’attuale domanda di acciaio del Paese) e sarà completato entro 30 mesi.

É stato scoperto un carico di inox contaminato da Cobalto 60trenta tonnellate in tutto, di provenienza cinese e giunto al porto di La Spezia. I carabinieri del Comando Tutela Ambiente hanno così sequestrato nelle province di Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano, Lucca, Frosinone, Latina e Mantova. Il Cobalto 60 è un isotopo radioattivo caratterizzato da elevata radiotossicità. L'acciaio era invece destinato alla produzione di manufatti per uso industriale come pulegge, cappe di aspirazione, serbatoi e tramogge. Secondo quanto appreso, il materiale giunse allo scalo ligure in maggio, insieme ad altre 350 tonnellate inerti, ed era proveniente dal più grande impianto siderurgico al mondo di proprietà della società cinese Tysco ed era destinato a società italiane che lo hanno lavorato e messo in commercio. Trattandosi di materiale semilavorato e non di rottame metallico destinato agli altiforni, la legge non prevede che sia sottoposto a preventivi controlli radiometrici prima di essere sdoganato. Successive verifiche sugli scarti di lavorazione, hanno permesso di scoprire la contaminazione da cobalto 60 dei laminati destinati alle diverse produzioni industriali.

Febbraio all’insegna dei moderati rincari ed un mese di marzo che sembra promettere giorni tranquilli. Così il mercato del rottame nella visione di Nuovo Campsider e riportata nelle parole del presidente, Cesare Pasini.

«Per il mese di febbraio – ha detto Pasini a Siderweb – abbiamo registrato, in Italia, dei rincari compresi mediamente tra i 10 ed i 15 euro/t per i rottami di migliore qualità, mentre per le qualità meno nobili i rincari sono stati compresi tra i 5 ed i 10 euro/t».

Ancora una volta tondo, trafilato e rete stabili mentre tutti gli altri prodotti spingono al rialzo. Secondo la rilevazione della Commissione Prezzi della Camera di Commercio di Brescia infatti, a schiacciare sull’acceleratore è la vergella da trafila dolce il cui prezzo base si attesta a 580-590 euro alla tonnellata. In crescita di 10 euro alla tonnellata rispetto a 15 giorni fa anche le quotazioni base dei laminati mercantili e delle travi UPN. Più contenuto il rincaro per le travi IPN, IPE e HE con +5 euro/ton.

Spingono sull’acceleratore le importazioni italiane di acciaio inossidabile dai Paesi Terzi. Da gennaio a dicembre 2007 infatti, gli arrivi di piani inox d’oltreoceano si sono attestati a 430.633 tonnellate, il 33% in più rispetto al 2006. Per ciò che riguarda i Paesi comunitari invece, da gennaio a dicembre dell’scorso anno le importazioni di acciaio inossidabile hanno subito una battuta d’arresto a 675.141 tonnellate contro le 879.559 tonnellate del 2006.

Crescono le tonnellate di acciaio “made in Italy” esportate oltreconfine. Nell’intero 2007 infatti, il nostro Paese ha esportato verso l’Ue 12,58 milioni di tonnellate, il 7,3% in più dell’anno precedente.

Riprendono quota gli arrivi di acciaio e rottame a Porto Marghera a febbraio. Lo scalo veneto, nel mese preso in esame, ha accolto sulle sue banchine 346.852 tonnellate di prodotti siderurgici, con un incremento del 22,1% rispetto al mese precedente.

Inversione di tendenza per i prezzi alla produzione dei metalli e dei prodotti in metallo. Dopo cinque mesi con il segno negativo, a gennaio l’Istat ha rilevato che l’indice (base 2000=100) che misura questa variabile si è assestato a 134,8 punti, con una crescita di 0,4 punti rispetto al mese precedente e del 2,3% rispetto a gennaio 2007.

Continua a rimanere sostenuto il ritmo della produzione nelle costruzioni in Italia. Secondo quanto reso noto dall’Istat, nel quarto trimestre l’indice grezzo che misura l’attività del comparto è salito del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2006. Bene anche l’indice corretto per i giorni lavorativi (+1,1%) e l’indice destagionalizzato (+1,2%).

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Letto 6359 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21
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