Giovedì, 31 Maggio 2012 09:40

Acciaio & Terremoto - La testimonianza diretta di tre aziende dell’acciaio dalle zone colpite dal sisma

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L’acciaio resiste ai terremoti. Si sa è un dato di fatto ma oggi, all’indomani di un nuovo evento sismico che ha scosso l’Italia, risulta chiaro che anche le aziende dell’acciaio reagiscano ai terremoti. Come nel caso delle maxi bufere di febbraio, Siderweb vuole essere vicino ai propri abbonati per raccontare come le aziende coinvolte reagiscano a condizioni estreme di lavoro, raccontando attraverso le parole dei protagonisti come in situazioni estreme si possa e si debba «rimboccarsi le maniche» e rialzarsi.
Il nostro racconto del sima di magnitudo 6,0 che ha colpito il cuore del nord Italia nella provincia di Ferrara parte da Cento, uno dei paesi più provati.

Gerri: «Ci stiamo già rimboccando le maniche»
«Devo dire che per il momento la gestione dell’emergenza da parte della Protezione Civile è stata encomiabile – racconta Luigi Gerri della Siderurgica del Reno -. Fortunatamente l’azienda non ha subito danni e il disagio più grande è stata la paura, ma molte aziende dei dintorni sono chiuse. Tuttavia ci stiamo già rimboccando le maniche per avviare la ricostruzione. Anche a livello di aiuti vogliamo solo il minimo indispensabile e non ci servono passerelle di ministri o autorità, siamo più preoccupati dalla pressione fiscale che dalla necessità di dover ricostruire quanto è andato distrutto. Vorrei sono dire un grandissimo grazie ai nostri dipendenti, che dopo una notte terribile ieri erano tutti qui a verificare che l’azienda fosse a posto».

Grotto: «Alcuni nostri fornitori hanno dormito per strada»
«A noi è andata bene ma molti nostri fornitori hanno dovuto dormire per strada – dice Mauro Grotto, della Econfrantumi di Ostellato (FE) -. Ho chiamato personalmente alcuni autodemolitori della zona con cui lavoriamo da anni e mi hanno raccontato tutto il loro dramma. Anche per noi la paura è stata tanta ma per fortuna nessun danno. È però molto difficile la situazione della viabilità nella zona, un nostro dipendente proprio di Sant’Agostino (distante una quarantina di km, ndr) ha impiegato ben cinque ore per venire qui a causa delle numerose strade ancora chiuse».

Nanzarelli: «Qui solo una grande paura»
«Nessun danno ma tanta paura» non servono altre parole a Corrado Nanzarelli della Metalfer di Suzzara (MN) per descrivere le conseguenze del sisma che oggi appare già come un qualcosa di archiviato.

Fonte Siderweb.com

Letto 5118 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2013 11:21

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