Martedì, 20 Dicembre 2016 08:00

Ancora un appello della Cina sul Mes - Il ministro del commercio Gao Hucheng firma un editoriale sul People’s Daily invitando a rispettare gli impegni

Terzo giorno dopo la scadenza dell’11 dicembre e secondo appello da parte delle autorità cinesi al rispetto degli impegni sullo status di economia di mercato.
Questa volta è il ministro del commercio Gao Hucheng che ha ripubblicato sul sito del ministero l’editoriale apparso sul People’s Daily in cui chiede agli stati aderenti al WTO il rispetto degli impegni.

«Sono passati quindici anni da quando la Cina ha ufficialmente aderito al WTO il 11 dicembre 2001 – scrive il ministro -. Nel corso degli anni, la Cina, come il più grande paese in via di sviluppo al mondo, è stata impegnata nella liberalizzazione e la facilitazione del commercio globale e degli investimenti per la globalizzazione economica. La Cina ha inoltre partecipato, protetto e contribuito al sistema commerciale multinazionale osservando le norme del WTO. Dopo lo scoppio della crisi finanziaria globale, la Cina ha continuato i propri sforzi sulle regole commerciali multilaterali. Quando il vertice di Doha ha subito un'impasse, la Cina, ad entrambe le riunioni ministeriali a Bali e Nairobi, ha svolto un ruolo di primo piano, nel tentativo di aiutare il WTO ad andare avanti, rafforzare la prosperità globale e rafforzare il sistema commerciale multilaterale. Dal momento che il WTO agisce come un sistema commerciale multilaterale basato su regole, le sue regole devono essere rispettate al fine di garantire uno sviluppo ordinato e sostenibile del commercio internazionale e degli investimenti».

 

Rispettare gli impegni
Il chiaro riferimento è in particolare all’articolo 15 del protocollo di adesione, che da diversi stati non è ritenuto di automatica applicazione ma dovrebbe prevedere una verifica dell’evoluzione economica del Dragone.
«I principi di base del diritto internazionale – prosegue Gao Hucheng - chiamano ciascuna delle parti a rispettare gli obblighi stabiliti dai trattati. Come parte integrante "dell’accordo WTO", l'articolo 15 del protocollo di adesione della Repubblica Popolare della Cina al WTO prevede che il "metodo del paese terzo" utilizzato dai paesi membri per calcolare le misure antidumping contro le esportazioni cinesi, debba scadere 15 anni dopo la data di adesione. La disposizione significa che a partire dall'11 dicembre 2016 i casi antidumping futuri nei confronti della Cina dovrebbero fare il confronto con i prezzi di costo in Cina. Dal momento che tale obbligo è stato scritto nel trattato internazionale, ciascun membro del WTO lo deve soddisfare senza dubbio abolendo il "sistema paese terzo" come da programma».

 

Ad ogni azione corrisponde una reazione
La posizione governativa cinese risulta quindi chiara: o gli impegni vengono rispettati, oppure verrà aperto un contenzioso contro i paesi che rifiutano di riconoscere il nuovo status alla Cina.
«C'è un vecchio detto in Cina che recita "le promesse vanno mantenute e le azioni devono essere risolute". Lo spirito del contratto è il fondamento dell'economia di mercato, mentre l'impegno a mantenere le promesse è il principio fondamentale del diritto internazionale. È obbligo condiviso e di comune interesse per ciascun Stato membro di onorare i termini del protocollo e mantenere l'autorità del sistema commerciale multilaterale. La maggior parte dei membri del WTO hanno soddisfatto gli obblighi previsti dall'articolo 15 del protocollo prima o nei tempi previsti. Pochi hanno rifiutato di farlo. Hanno anche cercato di oscurare il termine "economia di mercato", con la loro logica interna, o di citare l'eccesso di capacità in alcuni settori come scusa per il ritardo. Le norme del WTO, di fatto, non hanno fornito definizione dettagliata di "economia di mercato". Il cosiddetto standard di "economia di mercato" è stato effettivamente creato solo durante la guerra fredda, e solo pochi dei 164 membri del WTO hanno adottato tali standard nelle loro leggi interne. Per quanto riguarda il problema di sovraccapacità, si tratta di un problema di tutti i paesi del mondo. Essi non possono utilizzare tali scuse per rinviare l'adempimento dei loro obblighi. La Cina si oppone fermamente a tale errata interpretazione delle norme del WTO e del sistema commerciale multilaterale. La Cina esorta ciascuna delle parti a mantenere le loro parole, rispettare il diritto internazionale e rispettare gli obblighi internazionali. Quanto a coloro che rifiutano di mantenere le loro promesse, la Cina tutelerà con fermezza i propri interessi legittimi e si riserva il diritto di adottare ulteriori misure».

 


Fonte: siderweb.com

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