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Mercoledì, 26 Agosto 2009 00:00

Stemcor: In rosso nel primo semestre

Giovedì, 23 Luglio 2009 00:00

Russia: esportazioni primo semestre

 

Mercoledì, 22 Luglio 2009 00:00

Inflazione italiana ai minimi del 1968

 

È vicino ai 2 milioni di tonnellate l’export italiano di acciaio nei Paesi Terzi tra gennaio e maggio. Secondo i dati diffusi da Federacciai, infatti, la vendita all’estero di prodotti siderurgici “made in Italy” è ammontata a 1,839 milioni di tonnellate, con una riduzione del 26,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. In pesante calo i semilavorati (-47,8% a 105.000 tonnellate), mentre reggono meglio i prodotti di prima trasformazione (-18,4% a 492.000 tonnellate).

 

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Sul versante dell’import, invece, la contrazione dei volumi è stata del 41%. Dai 4,453 milioni di tonnellate dei primi 5 mesi del 2008 si è scesi a 2,627 milioni di tonnellate, per una riduzione di 1,826 milioni di tonnellate. Andando maggiormente nel dettaglio, si nota che i prodotti di prima trasformazione sono quelli che hanno subito la diminuzione più considerevole (-59,9% a 171.000 tonnellate), seguiti da lingotti e semilavorati (-46,2% a 918.000 tonnellate), prodotti di seconda trasformazione (-37,9% a 36.000 tonnellate), piani (-33,7% a 1,264 milioni di tonnellate) e lunghi (-33,5% a 238.000 tonnellate).

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«A giugno abbiamo registrato una riduzione dei prezzi di circa 15 euro la tonnellata rispetto alla media del mese precedente. Per le torniture, invece, il calo è stato meno significativo». Così Cesare Pasini, presidente di Nuovo Campsider, ha descritto il mercato italiano del rottame del mese scorso. «Sui mercati esteri la contrazione è stata di 25 euro la tonnellata». Per ciò che concerne il mese in corso «c’è stato un movimento iniziato a fine giugno che ha portato ad un incremento di una decina di euro la tonnellata. L’aumento, però, non è stato generalizzato per tutte le acciaierie». Per il prossimo futuro «non ci sono margini per ulteriori aumenti significativi. Questo in quanto le fermate quest’anno saranno particolarmente lunghe ed il mercato dei finiti, sia per volumi sia per prezzi, non sembra far presagire importanti cambiamenti di trend».

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Materie prime - Il prezzo del rottame europeo ha innescato la retromarcia nel mese di giugno. Secondo quanto si evince dalle rilevazioni di Eurofer, lo scorso mese la materia prima ha fatto registrare dei cali (su mese) compresi tra l’11,8% e il 13,6%  nelle categorie rilevate.

«Nel mese di giugno si è concretizzato il doppio minimo da inizio anno sui prezzi del rottame». Così si apre la nota di mercato di Assofermet. Secondo l’associazione, nella prima parte del mese scorso, «si è visto un indebolimento dell’offerta sia nazionale, che estera, a causa delle quotazioni troppo basse in rapporto ai costi di recupero e trattamento». Le richieste di rottame italiano all’estero ha generato nella seconda parte del mese, «una maggiore domanda da parte dell’industria siderurgica, accompagnata da quotazioni in aumento». Qualcosa si muove a luglio. «Per il mese in corso si prevede un rafforzamento delle quotazioni del rottame nazionale – si legge nella nota -, sostenute da una domanda generalizzata per materiale in pronta consegna».

È ancora «incerta» la situazione sul mercato italiano della ghisa. Lo ha dichiarato Assofermet nella sua nota mensile. Pur avendo da qualche tempo toccato i minimi, infatti, il comparto «non accenna a trovare la necessaria stabilità tra domanda ed offerta». Nel mondo delle ferro-leghe è in atto un tentativo di rialzo dei prezzi in UE, pur con difficoltà, sulla scorta di un mercato del Far East «che regge e al momento assorbe». Nelle ferro-leghe nobili «si conferma il trend leggermente al rialzo» mentre il ferro-titanio è in calo.

Lunghi - Si muovono solo i prezzi di tondo, treccia e trefolo e lo fanno con un trend discendente. Questo è ciò che ha rilevato la Commissione Prezzi della Camera di Commercio di Brescia: secondo l’ente camerale, infatti, nelle ultime due settimane il mercato dei prodotti lunghi in Italia è rimasto sostanzialmente stabile, con le eccezioni sopracitate.

Intervista - «La situazione è ancora difficile e non dovrebbe modificarsi sostanzialmente nei prossimi sei mesi». Questa è l’opinione di Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai e di Feralpi Holding, sull’attuale congiuntura siderurgica. «Il settore dell’acciaio sta pagando un conto salato alla crisi economica – ha spiegato -. Oggi si vedono piccoli segnali di ripresa, soprattutto in Medio Oriente, Cina e India, ma l’Europa si muove ancora poco». Per il prossimo semestre, quindi, «il mercato sarà ancora insoddisfacente: le probabilità di un’inversione di rotta entro al fine del 2009 sono poche».

 

Premio - Martedì 7 luglio, nella città britannica di Grantham, Giovanni Arvedi ha ricevuto il Bessemer Gold Medal Award, prestigioso riconoscimento istituito nel 1874 da IOM3 (Institute of Materials, Minerals & Mining). Il premio è stato assegnato «per i servizi eccezionali prestati all’industria dell’acciaio, per i suo approccio coraggioso alla produzione di coils a caldo, attraverso la realizzazione di un processo di colata continua a laminazione in linea, con il primo impianto ISP costruito a Cremona. È ancor più meritevole per aver sviluppato questo impianto nella sua città, con un approccio aperto verso l’innovazione. È noto per aver diffuso la sua conoscenza relativa alla colata continua di bramma sottile e laminazione in tutta Europa. Giovanni Arvedi è un leader ispirato e dimostra un eccezionale impegno personale».

 

Statistiche Italia - Tirano il freno a mano le importazioni italiane di acciaio dai Paesi Comunitari nei primi quattro mesi del 2009. Questo è quanto si evince dai dati diffusi da Federacciai, secondo i quali, da gennaio ad aprile, gli arrivi di acciaio estero si sono attestati a 2,112 milioni di tonnellate, dimezzati rispetto ai 4,160 milioni del 2008. La musica non cambia se si guarda alle esportazioni. Secondo Federacciai infatti, nel primo quadrimestre 2009, l’acciaio italiano che ha varcato i confini nazionali diretto nei Paesi dell’Unione Europea ha raggiunto quota 2,663 milioni di tonnellate, 1.963.000 tonnellate in meno rispetto al 2008.

È vicino ai 2 milioni di tonnellate l’export italiano di acciaio nei Paesi Terzi tra gennaio e maggio. Secondo i dati diffusi da Federacciai, infatti, la vendita all’estero di prodotti siderurgici “made in Italy” è ammontata a 1,839 milioni di tonnellate, con una riduzione del 26,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. Sul versante dell’import, invece, la contrazione dei volumi è stata del 41%. Dai 4,453 milioni di tonnellate dei primi 5 mesi del 2008 si è scesi a 2,627 milioni di tonnellate.

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